Barefooting

Impianto orto in permacultura
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A piedi nudi nell'orto

Camminare a piedi nudi, godere del contatto diretto con la Natura, avanzare, lentamente, su materiali diversi, lasciandosi coinvolgere dall’esperienza, dona sensazioni intense, stimola le zone riflesse del piede e rinvigorisce lo spirito.
Toglietevi le scarpe e camminate ai bordi del nostro orto in permacoltura calpestando i diversi materiali: canne di bambù, sassi di fiumi, ciotoli di Carrara, noccioli di ciliegia, corteccia di pino.

Sui piedi grava l’intero peso del nostro corpo e su di essi si impernia la nostra deambulazione. Essi inoltre giocano un ruolo importante su tutti i nostri movimenti, poiché su di essi si fa perno.

Tuttavia le calzature, oltre ad essere raramente ben modellate sui piedi (la cui forma varia da persona a persona, e spesso dal destro al sinistro nella stessa persona), gli tolgono sensibilità e, sulla base di quanto detto prima, è facile immaginare quanto ciò si può riflettere in una catena di delicati equilibri muscolari e scheletrici del nostro corpo.

L’impronta di un piede normale dovrebbe essere di forma grossomodo triangolare, con un vertice corrispondente al calcagno, mentre le scarpe hanno solitamente una forma rastremata anteriorm

ente, ovvero l’opposto della naturale geometria del piede. La compressione da ciò derivante sulle dita del piede, il blocco di un qualsiasi movimento di esse, fa sì che la muscolatura di queste si indebolisca. Ciò cambia completamente il corretto equilibrio di tutto il corpo, il cui baricentro si sposta in avanti, con effetti negativi sulle ossa dell’intero scheletro. Tale situazione si peggiora con le scarpe femminili a tacco alto, in quanto il peso del corpo, anziché gravare sul calcagno, che normalmente dovrebbe sostenere la maggior parte del carico, si sposta sulle ossa delle dita, assai più delicate, con conseguente affaticamento, sino a provocare forme di artrite o artrosi.

Camminando scalzi, oltre ad esercitare correttamente la muscolatura del piede e favorire una distribuzione corretta dei carichi, si favorisce la traspirazione (la pianta del piede

 ha tra le più alte concentrazioni di ghiandole sudorifere di tutto il corpo), produce un massaggio riflessologico che stimola positivamente tutto l’organismo, favorisce la circolazione sanguigna degli arti inferiori e, di conseguenza, quella di tutto il corpo.

Un ultimo ma non trascurabile aspetto, in questo caso biofisico, del piede scalzo, è che nel contatto diretto con il suolo, si ha un’equalizzazione del potenziale elettrico dell’organismo con quello del suolo: i meccanismi bioelettrici del nostro corpo tendono già naturalmente, in particolare in situazioni patologiche, a creare degli squilibri di carica elettrica. Ulteriore causa di accumulo di cariche elettriche è dato dall’effetto isolante della scarpa che forma, in pratica, un condensatore elettrico, o meglio, addirittura una macchina elettrostatica di cui il nostro corpo è uno dei poli. Questo fenomeno è stato notato anche dai produttori di scarpe che hanno cercato di porvi rimedio inserendo dei fili di rame nella suola, che dovrebbero scaricare l’energia elettrostatica accumulata verso terra: con mediocri risultati, giacché, consumato la sottile pagliuzza di rame che va verso terra, il corpo rimane nuovamente isolato. Gli effetti di tali squilibri elettrostatici sono molteplici, in primis sul sistema nervoso: la chiusura del circuito verso terra non è forse sufficiente ad eliminare completamente ogni problema, ma sicuramente può migliorare la situazione relativa a stati d’ansia, di stress e di depressione.

Fonte: Wikipedia

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